Il libro
Un traliccio dimenticato diventa una croce dorata che illumina la notte. Un segno minimo, eppure capace di restituire memoria, dignità e senso a un luogo e alla sua storia. Della notte, del pianto, dell’aurora nasce intorno all’opera di Alfredo Pirri dedicata a don Roberto Sardelli, figura centrale nella Roma delle periferie e fondatore della Scuola 725, esperienza radicale di educazione e riscatto tra le baracche del Mandrione. Attraverso i contributi di studiosi, critici e protagonisti, il volume intreccia arte pubblica, memoria collettiva e impegno civile, restituendo il racconto di una comunità che ha trasformato la marginalità in coscienza e orgoglio. Più che un libro su un’opera, questo è un libro sull’atto stesso del “fare memoria”: un gesto che attraversa il passato per interrogare il presente e immaginare il futuro delle nostre città.
Alfredo Pirri (Cosenza 1957) vive e lavora a Roma. Il suo lavoro al confine tra pittura e scultura, architettura e installazione s’impone all’attenzione del pubblico internazionale fin dalla metà degli anni ottanta. L’arte di Alfredo Pirri crea un confronto armonico con l’architettura e tende costantemente alla creazione di un luogo archetipale, spazio abitabile e allo stesso tempo luogo di una funzione pubblica. Alfredo Pirri ha esposto i suoi lavori in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui: Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps, Roma (2018); MACRO, Roma (2017); Museo Novecento, Firenze (2015); London Design Festival (2015); Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2013), dove la sua installazione Passi si integra in mo- do permanente allo spazio museale; Palazzo Te, Mantova (2013) e Project Biennial D-0 ARK Underground Konjic in Bosnia Herzegovina (2013), dove la sua installazione Passi è in esposizione permanente; Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria, con l’opera permanente Piazza (2011); Centro Arti Visive Pesche- ria, Pesaro (2007); Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2006); Biennale dell’Avana (2001); Accademia di Francia a Roma-Villa Medici (2000); MoMa PS1, New York (1999); Walter Gropius Bau, Berlino (1992); Biennale d’Arte di Venezia (1988).
Contributi di Massimiliano Fiorucci, Adriana Polveroni, Maria Vittoria Marini Clarelli, Comitato di Quartiere Casilina Vecchia Mandrione e Gloria Mazzamati.