IPER FESTIVAL DELLE PERIFERIE 2026

IPER Festival è un progetto promosso da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, a cura di Museo delle periferie – Azienda Speciale Palaexpo.

IPER – Festival delle periferie 2026
V edizione
Super Lieux [Super luoghi]
Periferie: storie e geografie

Roma, sedi varie | 8-31 maggio 2026





Dall’8 al 31 maggio 2026 torna a Roma l’appuntamento con IPER - Festival delle periferie, giunto alla sua quinta edizione. Organizzato e prodotto dal Museo delle Periferie (sotto l’egida dell’Azienda Speciale Palaexpo) con la direzione artistica di Giorgio de Finis, il festival prosegue il suo ciclo di apparizioni in città in una modalità diffusa, aspettando che terminino i lavori della sua sede definitiva in via dell’Archeologia.

 

Il tema scelto per il 2026 è SUPER LIEUX [Super luoghi] Periferie. Storie e geografie: il titolo riprende la definizione di "super luogo" coniata da Marc Augé per il MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia, estendendola ad altri territori della Capitale interessati da importanti processi di rigenerazione: il MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove / il Corviale / il Museo condominiale di Tor Marancia / l’Ex Snia e Piazza Tevere - un ricco programma che include una rassegna cinematografica alla Casa del Cinema dedicata al tema delle periferie e una giornata di convegno, organizzata in collaborazione con le Facoltà di Architettura di Roma Tre e di Sapienza Università di Roma al Teatro Argentina.

 

Tra le attività proposte dal festival i concerti di Piotta, Assalti Frontali e ‘A67, laboratori, installazioni e performance con le artiste Gio Pistone, Karin Andersen, Maria Teresa Antignani, Marina Sagona, Daniela De Paulis, Paola Romoli Venturi, Guendalina Salini, progetti relazionali (Il Pranzo della Domenica con DonPasta), dj set, visite guidate, incontri e dibattiti.



 SCARICA IL PROGRAMMA DI IPER FESTIVAL 2026

 

"Di sogni che si realizzano vuole parlare questa edizione di Iper festival, di progetti che guardano alla Luna ma con i piedi ben piantati per terra, di vittorie, anche, perché è ideologica e fuorviante l’idea che ritiene che chi abbraccia una buona causa debba inevitabilmente finire per appartenere alla schiera dei “vinti”. Queste sono storie esemplari, edificanti, che ci dicono che non tutto è già scritto, e che un’altra strada è sempre percorribile". – Giorgio de Finis


IPER MANIFESTO

Ci sono periferie spaziali, temporali, geografiche, storiche (addirittura “preistoriche” come ci ricorda Pablo Echaurren abbracciando la causa persa dei Neanderthal), economiche, di genere, anagrafiche (i giovani e le “fragilità adulte”), esistenziali. Periferie legate alle condizioni di salute (reali, o generate dal confronto con un corpo normodotato definito a priori). Le periferie di specie (i non umani), e più in generale quelle ecosistemiche. Tutte queste condizioni sono spesso accolte nell’insieme “periferia” in termini di mancanza, sotto il segno “–” Quartieri dormitorio (dove si va solo a dormire, ma manca tutto il resto), penuria di infrastrutture, carenza di lavoro, perfino assenza di colore (le periferie sono grigie, anche da qualche anno, a dire il vero, sono il regno della street art commissionata).


Se da una parte è innegabile che i margini spesso facciano il paio con la marginalità, è anche vero che non sono poche le accezioni negative che nascono dall’opposizione paradigmatica centro/periferia, vale a dire da una idea di città che si duplica nel suo contrario. È indubbio che i centri giochino un ruolo di primo piano nella creazione della periferia (sotto forma di forze espulsive nei confronti della popolazione più povera, ma anche nell’immaginare soluzioni alloggiative concentrazionarie che non contemplano alcuna forma di mixité, determinando il destino di progetti architettonici e di edilizia pubblica, di fatto condannate a diventare delle enclave); come pure nello stigma che accompagna territori e quartieri definiti socialmente, legalmente e urbanisticamente irrecuperabili, entrati nell’immaginario collettivo (anche di chi li abita, determinando non di rado sentimenti di vergogna e forme di reazione come l’orgoglio coatto) grazie a una narrazione mediatica che non sempre riesce a nascondere classismo ed esclusivismo culturale.


La pars construens del discorso è quella rappresentato dalle opportunità che il restare sui bordi della fiumana del progresso può offrire. Sembra una magra consolazione, visto che di fatto si tratta di un nuotare o affogare. Ma in un mondo governato da un Capitalismo che si è fatto forza geologica, se ci sono luoghi dove immaginari divergenti e sperimentazioni controcorrente possono svilupparsi, quelli sono proprio i territori ancora non attenzionati dalla finanza e dalla speculazione. In questi contesti possono apparire e crescere esperienze come quella di Metropoliz, occupazione abitativa illegale protetta dal suo museo di arte contemporanea. Quando l’antropologo francese Marc Augé visitò il MAAM lo definì un “superluogo”. «La mia visita di oggi è stata un’esperienza unica, straordinaria. È la prima volta che vedo un luogo di questo genere, un luogo così ricco di opere d’arte, un luogo in cui l’arte protegge e accoglie gli esclusi».


Emblematica anche la scritta “Dateci un museo” apparsa misteriosamente su una delle vele di Scampia. Le periferie che non chiedono solo strade meno dissestate e case senza infiltrazioni, che non si accontentano dell’ennesimo campo da calcetto come proposto dal modello Caivano, ma reclamano un museo! Sì, perché un altro errore in cui cadono anche coloro che non si sono ancora convertiti al mors tua vita mea e all’idea che per le “vite di scarto” di cui parlava Bauman non ci sia che la rottamazione, è quello di pensare che la vita sia fatta solo di bisogni primari da soddisfare e che tra questi bisogni non ci sia la bellezza, la musica, la poesia, l’arte. Dimenticando che tra i bisogni hanno un ruolo di primo piano anche i sogni.



 



Le date e le sedi di IPER 2026




▶ 6 maggio | METROPOLITANO Urban Center Roma

Conferenza di presentazione di Iper Festival 2026

▶ 8 maggio | Palazzo Esposizioni Roma 

Tavola rotonda e performance in collaborazione con Tevereterno 

▶ 8-9-10 maggio | Museo condominiale di Tor Marancia

Tre giorni di incontri, presentazioni, laboratori, mostre, visite guidate, walkabout e concerti

▶ 8 maggio | Goethe-Institut di Roma

Inaugurazione della mostra Opera Demoparatica Roma in collaborazione con Cittadellarte Fondazione Pistoletto e Goethe-Institut Rom

▶ 14 maggio | Casa del Cinema

Maratona di film e documentari dedicati alle periferie del mondo

▶ 15 maggio | Teatro Argentina

Giornata di studio su "Periferie. Storie e Geografie" in collaborazione con le Facoltà di Architettura di Roma Tre e di Sapienza Università di Roma

▶ 16 maggio | Quadraro vecchio 

Interventi, performance, installazioni, azioni a cura di Spazio Y

▶ 17 maggio | Lago Ex Snia

Talk, mostre, lectio magistralis, performance e concerti presso il Lago Bullicante Ex Snia

▶ 22-23-24 maggio | Corviale

Tre giorni di incontri, mostre, studio visit, performance, walkabout, presentazioni e concerti

▶ 29-30-31 maggio | MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia

Tre giorni di incontri, mostre, installazioni, video proiezioni, performance, workshop, walkabout, presentazioni e concerti

 



 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Info su iperfestival.it  

La visual identity di IPER026 è stata affidata all’artista Gio Pistone.